Egeria densa al microscopio

08.05.2019 17:56

Egeria densa, forse una tra le piante d’acquario più conosciute in assoluto, ben si presta per la trasparenza che ne caratterizza le foglie ad effettuare quelle che possono essere le nostre prime osservazioni al microscopio di un tessuto vegetale. Chi non possiede un acquario e non ha a disposizione questa pianta può acquistarne una per pochi euro in un qualsiasi negozio di acquariofilia e riporla anche in una piccola vaschetta od altro contenitore trasparente sul davanzale di una finestra o non molto distante dove, per circa 8 ore al giorno, possa ricevere una discreta quantità di luce.

In questo modo è possibile disporre di materiale per le osservazioni anche per molti mesi.

 

 

Obbiettivi dell’osservazione

 

  • La struttura cellulare nelle piante acquatiche
  • I tricomi
  • I cloroplasti

 

Materiale necessario

 

  • Egeria densa
  • Pinzette
  • Vetrino portaoggetti
  • Vetrino coprioggetti
  • Contagocce
  • Carta assorbente

 

 

Preparazione

 

Dopo aver estratto dall’acqua un rametto, con l’aiuto delle pinzette, dobbiamo asportare delicatamente una fogliolina ed appoggiarla sul vetrino portaoggetti dove sia stata preventivamente deposta una goccia d’acqua distillata. A questo punto,  impugnato il vetrino coprioggetti tra indice e pollice della mano destra, lo si pone a contatto con l’acqua del preparato di modo che s’instauri una certa tensione superficiale. Aiutandosi con le pinzette per non farlo scivolare, si tiene fermo il bordo del coprioggetti a contatto col vetrino portaoggetti e lo si adagia sino a dove possibile in maniera graduale e lenta.

Si tratta questa di un’operazione critica che, almeno le prime volte, può risultare alquanto difficoltosa. Tuttavia, col tempo non è difficile acquisire  quella necessaria manualità capace di farci compiere al meglio questo delicato passaggio.

Al termine delle operazioni sopra esposte, qualora l’acqua risulti troppa, si pone facilmente rimedio assorbendone l’eccesso per mezzo di carta assorbente. All’opposto se l’intercapedine tra vetrino portaoggetti e vetrino coprioggetti non è interamente occupata d’acqua si pone una goccia d’acqua sul portaoggetti a contatto col copri oggetti che per capillarità, viene richiamata al di sotto di quest’ultimo.

 

                                                 Cellule e cloroplasti in Egeria densa

Osservazione

 

Il vetrino così allestito, dev’essere ora collocato sul tavolino portaoggetti del microscopio utilizzando il sistema di coordinate per fare in modo che questo sia posto in corrispondenza del  condensatore variabile.

Come sempre un primo esame del campione deve effettuarsi a debole ingrandimento. A 40 ingrandimenti avremo modo d’ammirare la foglia in esame quasi nella sua interezza identificandone agevolmente le cellule a stretto contatto le une con le altre, la nervatura centrale e i peli (tricomi) ai margini della stessa.

Tuttavia per poter osservare al meglio  cloroplasti e tricomi non si può prescindere da un’osservazione a forte ingrandimento. Spingendoci a 400 ingrandimenti potremo, infatti, chiaramente distinguere i cloroplasti, siti della fotosintesi contenenti clorofilla e pigmenti carotenoidi, di forma tondeggiante variamente distribuiti all’interno delle cellule.  Come potremo facilmente renderci conto della struttura unicellulare che caratterizza i tricomi.

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