L'acqua piovana in acquariofilia

29.12.2015 18:20

L’acqua piovana e l’acquario.

 

Di tanto in tanto, per svariate ragioni tra cui quelle economiche, mi viene chiesto se sia  possibile utilizzare l’acqua piovana in acquario. Prima di rispondere occorre fare alcune semplici considerazioni che ritengo possano essere utili a chiarire la questione.

 

Una pioggia “normale” cioè una pioggia non inquinata è moderatamente acida a causa del CO2 disciolto che forma acido carbonico secondo la seguente reazione:

 

CO2(g)  + H2O(aq) <> H2CO3(aq)

 

L’acido carbonico, si deprotona parzialmente e come conseguenza si ha un abbassamento del pH:

 

H2CO3(aq) <> H+ + HCO3-

 

Questo è il motivo per il quale una pioggia non inquinata ha un pH leggermente acido (può arrivare a circa 5,6). Questa acidità è capace di invogliare alcuni appassionati ad utilizzarla nella speranza così di poter evitare costosi espedienti per ottenere facilmente un'acqua con le caratteristiche necessarie ad allevare, ad esempio, pesci particolarmente esigenti. Teniamo comunque presente che in questo caso non si può parlare di una vera pioggia acida in quanto questa  ha un valore inferiore. Per convenzione, inferiore a 5.

 

Ebbene, nell’atmosfera, ogni giorno a seguito delle attività antropiche si riversano un’infinità di sostanze inquinanti come il biossido di zolfo (SO2) od ossidi di azoto (NOx). Questi che ho citato, di per sé non rendono l’acqua piovana particolarmente acida. Tuttavia in determinate circostanze, capaci di mutare anche a distanza di poche ore, gli inquinanti citati possono trasformarsi rispettivamente in H2SO4 e HNO3 che sono acidi forti molto solubili in acqua e che rappresentano la principale causa delle piogge acide.

 

Ora, anche se si ha a disposizione un' acqua che magari non può definirsi propriamente acida, va considerato che questa contiene sostanze inquinanti come quelle di cui si è detto in percentuali variabile a seconda delle condizioni atmosferiche, percentuali che possono mutare anche drasticamente nel giro di poche ore o meno.

 

Nell’atmosfera vi sono poi presenti particelle con un diametro superiore ai 2,5 micron, cioè quello che si definisce particolato grossolano, derivante dalle più svariate attività antropiche e non solo che vengono allontanate dall’aria raccolte nelle goccioline di pioggia in un processo che si definisce come absorbimento (la b  di absorbimento non è un errore). Quindi l’acqua che si va a raccogliere contiene anche questo genere di inquinanti.

 

Va poi, non per ultimo, sottolineato l’aspetto microbiologico. Con l’acqua piovana si raccoglie un’infinità di spore che inevitabilmente s'introdurrebbero in vasca, con tutte le possibili conseguenze del caso.

 

In conclusione, la risposta alla domanda che ci eravamo posti all'inizio di questa breve dissertazione è no. A mio avviso, l’acqua piovana è del tutto inadatta ad un uso acquariofilo salvo dopo essere stata sottoposta a  costosi trattamenti di filtrazione, ma a questo punto tanto vale orientarsi sull’acqua RO che rimane sempre la migliore soluzione a portata di un comune appassionato. Questa, infatti, potendosi ricostituire come si vuole consente di adattarla alle proprie esigenze senza dover correre inutili rischi.

 

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