Il primo acquario

29.12.2015 11:25

Il primo acquario.

 

Malgrado l’uomo abbia allevato pesci in stagni all’aperto per migliaia d’anni, l’acquario così come lo conosciamo oggi, si è sviluppato solo in tempi relativamente recenti. A partire dal primo acquario pubblico, realizzato nel 1853 nel Giardino Zoologico del  Regent’s Park di Londra, di strada se ne è davvero fatta molta. In particolar modo in questi ultimi quindici anni abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione che ha reso possibile persino la gestione di acquari estremamente piccoli, impensabili sino a non molto tempo fa. Un esempio significativo lo sono i cosidetti “nanoreef”, piccoli acquari  di anche  solo una decina di litri dove poter allevare e riprodurre con successo coralli molli (ma non solo) appartenenti a vari generi e specie.

Chi si affaccia per la prima volta su questo variegato mondo, tuttavia, non deve cedere alle sollecitazioni del mercato compiendo scelte affrettate che quasi sempre sortiscono l’unico effetto di condurre alla morte gli animali ospitati e l’acquario, con tutti i suoi accessori, ad essere relegato in qualche angolo di una cantina polverosa. Chi non ha alcuna esperienza non dovrebbe acquistare una vasca troppo piccola. Gestire con successo un acquario di pochi litri oltre che essere impegnativo dal punto di vista del tempo che gli si deve dedicare (in particolar modo se d’acqua salata)  richiede anche una notevole dose d’esperienza che chi è un neofita certamente non può possedere. Spesso inoltre, l’entusiasmo iniziale porta a sovra popolarlo e chiaramente questo mal si sposa con le piccole dimensioni.

 

                                         Acquario aperto di circa 40 litri.

 

La scelta più opportuna è dunque quella di acquistare una vasca completamente accessoriata (meglio se chiusa) della capacità compresa tra  60-80 litri da dedicare all’allevamento di pesci e piante d’acqua dolce tropicale. Più la vasca è grande e più facilmente può perdonare gli inevitabili errori dovuti all’inesperienza. Gli acquari marini debbono essere presi in considerazione solo da appassionati con qualche anno d’esperienza nella gestione di quelli d’acqua dolce.

Oltre alla vasca è preferibile acquistare anche il relativo piano d’appoggio. Non dimentichiamo, infatti, che una vasca deve poter assolutamente poggiare su di una superficie piana e ben livellata. In caso contrario, una volta riempita, si potrebbe incorrere nella malaugurata rottura del vetro di base. Quindi, qualora non si abbia in casa un supporto che dia tutte le necessarie garanzie in fatto di robustezza e stabilità, meglio pensare ad acquistarla insieme all’apposito tavolino (in genere di colore nero e di varia foggia) con cui viene abbinata. Anche così è comunque opportuno non esimersi dal poggiare tra il vetro di base della vasca ed il piano del supporto un foglio di polistirolo che possa assorbire eventuali imperfezioni.

Nella scelta del tavolino ci si deve regolare anche in base a come viene effettuata principalmente la visione dell’acquario. Se questa viene fatta generalmente in piedi, come nel caso di un acquario posto in un corridoio, il tavolino deve avere un’altezza intorno ai 110-120 cm. Se, invece, la visione viene effettuata quasi sempre da seduti, come tipicamente nel caso in cui la vasca venga collocata in un soggiorno, questo deve avere un’altezza fra i 70 e gli 80 cm.

Altro importante aspetto di cui tener conto prima dell’acquisto è il luogo dove collocare la vasca. In linea di massima, un qualsiasi angolo della propria abitazione può andar bene purché sia presente una presa di corrente, sia distante da fonti di calore quali caloriferi o stufe e lontano da televisori od impianti stereo che con suoni, luci e vibrazioni possono disturbare i pesci. In ogni caso va evitato di collocarla di fronte o nelle immediate vicinanze di una finestra. L’esposizione diretta alla luce solare non solo può portare nei mesi estivi ad un surriscaldamento dell’acqua ma scatenare anche un’incontrollata proliferazione di alghe verdi che in breve possono arrivare a tingere di verde l’acqua.

E’ altresì importante rendersi conto che ben difficilmente l’acquario può essere del tutto silenzioso. Un più o meno marcato sciabordio dell’acqua od il rumore della pompa possono disturbare il sonno di persone particolarmente sensibili. Quindi non sempre il collocarlo all’interno di una stanza da letto risulta la scelta migliore.

Una volta portato a casa l’acquario e collocato nella posizione stabilita sopra al relativo supporto è sempre bene pulirlo internamente per mezzo di una spugnetta bagnata di modo da rimuovere eventuali tracce di polvere ed altro sporco. I materiali filtranti, in particolare la lana di perlon, vanno sciacquati con acqua tiepida.

Una volta effettuate queste semplici operazioni ed accertatisi che tutti gli apparecchi elettrici siano funzionanti, si rivolge l’attenzione al materiale di fondo, in genere del semplice ghiaietto policromo con una granulometria di 3-4 mm. Questo, prima di essere collocato in vasca a formare uno strato non troppo alto (non superiore a 5 cm) deve essere accuratamente lavato sotto acqua corrente in un catino di plastica che non abbia mai contenuto detersivi od altre sostanze che potrebbero risultare tossiche per i pesci.

Legni e rocce, fondamentali complementi d’arredo, possono essere anche solo rapidamente sciacquati per eliminare polvere ed altre impurità.

 

          Acquario di circa 20 litri dedicato principalmente alla coltivazione dei muschi.

 

Teniamo però presente che, qualora si decida d’inserire in vasca molti legni o legni particolarmente voluminosi, questi rilasciano sostanze tanniche, umiche e fulviche che tendono ad ambrare l’acqua. Malgrado il colore ambrato sia più confacente a molti dei pesci che si possono ospitare per varie ragioni, non a tutti la colorazione può risultare gradita. In questo caso i legni andrebbero quindi acquistati prima e lasciati a bagno in un catino per vari giorni cambiando di frequente l’acqua. In questo modo è possibile ridurne il potere colorante.

Una volta collocato il ghiaietto i legni e le rocce, si inseriscono le piante. Questa operazione è meglio compierla prima di riempire completamente d’acqua la vasca od addirittura ancora prima.

Prima di essere inserite in vasca, piantandole nel ghiaietto o legandole a legni e rocce come richiesto da piante quali Anubias spp, Microsorum spp, Bolbitis spp, etc, vanno ripulite ad una ad una dalle foglie rovinate od ingiallite. E’ anche opportuno cimare le radici con delle forbici ben affilate.

Spesso si consiglia di esaminare preventivamente le piante per individuare eventuali lumache o uova di lumache. Io ritengo che questo non sia assolutamente necessario. Le lumache, come organismi detritivori, sono un’importante componente di qualunque vasca, dei preziosi alleati dell’acquariofilo. Perché volerle dunque eliminare?

Particolarmente indicate per un primo acquario sono piante a crescita rapida quali Vallisneria spiralis, Ceratophyllum demersum, Egeria densa, Limnophila spp  e Hygrophyla polysperma. Insieme a queste a crescita veloce ne andrebbero inserite altre a crescita lenta come Anubias spp,  Microsorum pteropus, Echinodorus spp e Cryptocoryne spp.

Le piante del primo elenco, quelle a crescita rapida vanno posizionate dove vi è più luce in quanto ne necessitano maggiormente rispetto a quelle del secondo elenco.

Generalmente un acquariofilo che allestisce il suo primo acquario lo fa realizzando quello che si definisce come “acquario di comunità” dove poter ospitare un’eterogenea popolazione di piante e pesci provenienti da varie parti del mondo. In acquari come questi il pH (ovvero la concentrazione idrogenionica dell’acqua) deve risultare per forza di cose come un compromesso ed andare ad attestarsi su valori intorno a 7 -7,2. Per tale motivo è anche importante conoscere i valori di durezza temporanea (KH) e di durezza totale (GH) dell’acqua che sgorga dal rubinetto della propria abitazione. Spesso quest’acqua, infatti, è troppo dura e si rende necessario tagliarla con acqua d’osmosi (reperibile presso i negozi specializzati e nei garden center) di modo da ottenere un valore  di durezza temporanea pari a 4-6° dKH ed un valore di durezza totale tra 8-10° dGH.

Nel riempire la vasca è importante farlo con delicatezza di modo da non andare a sollevare il ghiaietto o sradicare le piante che si sono appena messe a dimora. Si deve avere anche l’accortezza, specialmente nella stagione invernale, di non utilizzare acqua con una temperatura troppo bassa che sottoporrebbe le piante ad un forte quanto inutile stress. L’acqua con cui si riempie l’acquario non dovrebbe quindi avere una temperatura inferiore ai 20°C.

Inizialmente l’acqua appare torbida per via dei detriti che inevitabilmente si sollevano e ricca di bollicine d’ossigeno che si depositano copiose anche sui vetri. Nel giro di qualche giorno, tuttavia, la situazione cambia radicalmente. L’acqua diventa cristallina e sui vetri non si osservano più bolle d’ossigeno. Significa forse che è già possibile introdurre i pesci? No, naturalmente. Prima che questo possa avvenire occorre dare il tempo alla vasca di maturare, ovvero occorre permettere la formazione d’importanti colonie batteriche sia eterotrofe che autotrofe chemiosintetiche. In genere occorre quindi lasciar trascorre un lasso di tempo di 3-4 settimane (meglio se ancora di più) prima di poter introdurre qualche pesce. Questo poi occorre farlo molto gradualmente e non inserendoli tutti insieme come spesso capita di veder fare. Non è detto, infatti, che le popolazioni di batteri nitrificanti, quelle che ossidano l’azoto ammoniacale prima in nitriti e poi in nitrati siano presenti in quantità sufficienti. La presenza di una scarsa popolazione di batteri nitrificanti porta ad un rapido accumulo di sostanze come l’azoto ammoniacale e nitriti entrambe molto tossiche nei riguardi della vita acquatica.

Come forse si può intuire una delle principali virtù che debbono animare un acquariofilo è la pazienza, nella consapevolezza di dover sempre rispettare quelli che sono i tempi della natura. Solo così, infatti, si possono  realizzare acquari capaci di dare grosse soddisfazioni anche per molti anni.

Come aveva già intuito il filosofo inglese Francis Bacon (1562 – 1626) se si vuole comandare alla natura occorre obbedirle. Per obbedirle bisogna conoscerla e per questo, prima di acquistare un acquario, si raccomanda di informarsi accuratamente sul suo funzionamento e gli ospiti che si vogliono inserire attraverso la lettura di libri, riviste specializzate od anche partecipando a forum tematici su internet.

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