Colorazione negativa

16.06.2014 10:19

Molti degli organismi microscopici che si rinvengono nelle varie raccolte d’acqua, se osservati in campo chiaro, possono risultare davvero poco contrastati sino al punto da confondersi col fondo. In questo caso non solo l’osservazione è difficoltosa, ma anche un’eventuale  ripresa fotografica puo essere tale. Per ovviare alla cosa, nell’impossibilità di potersi avvalere di tecniche particolarmente costose quali il contrasto di fase, si può ricorrere a delle semplici metodiche di colorazione certamente più alla portata di tutti. Quella che si vuole qui proporre è una tecnica di colorazione negativa, così definita in quanto capace di lasciare incolore il materiale protoplasmatico, ma non tutto ciò che vi sta intorno. Il colorante da utilizzare è semplicemente dell’inchiostro di china blu o nero non solo di facilissima reperibilità, ma anche di costo contenuto (qualche euro). A fronte di questo, i risultati non solo possono essere altamente spettacolari, ma rivelarsi al contempo di una certa utilità in varie applicazioni.

 

                         Ciliato del genere Loxophyllum, colorazione con inchiostro di china blu.  

 

Preparazione del vetrino

 

Con l’ausilio di una pipetta in plastica, occorre prelevare un po’ di detriti da una qualunque raccolta d'acqua in cui si ritenga possa esservi qualcosa d'interessante da osservare. Vanno bene pozze od altro in cui l'acqua abbia potuto ristagnare almeno per qualche giorno. Il materiale così raccolto, va distribuito in piccole gocce al centro di alcuni vetrini portaoggetti preventivamente ben puliti e sgrassati di modo da poterlo esaminare al microscopio a basso ingrandimento. Se si possiede un microscopio stereoscopico, naturalmente, il tutto risulta più agevole. Basta semplicemente riporre l'acqua all'interno di un contenitore trasparente (ad esempio una tazzina da caffe di plastica) e cercare ciò che interessa. Il prelievo in questo caso va fatto con una pipetta di Pasteur in vetro, meglio se munita di tettarella.

Scelta la preparazione col materiale più interessante o allestito il vetrino con ciò che interessa, si impugna un  vetrino coprioggetti tra indice e pollice della mano destra e lo si pone a contatto con l’acqua del preparato di modo che s’instauri una certa tensione superficiale. Aiutandosi con le pinzette per non farlo scivolare, si tiene fermo il bordo del coprioggetti a contatto col vetrino portaoggetti e lo si adagia sino a dove possibile in maniera graduale e lenta.

Si tratta questa di un’operazione critica che, almeno le prime volte, può risultare alquanto difficoltosa. Tuttavia, col tempo non è difficile acquisire  quella necessaria manualità capace di farci compiere al meglio questo delicato passaggio.

Al termine delle operazioni sopra esposte, qualora l’acqua risulti troppa, si pone facilmente rimedio assorbendone l’eccesso per mezzo di carta assorbente. All’opposto se l’intercapedine tra vetrino portaoggetti e vetrino coprioggetti non è interamente occupata d’acqua si deposita una goccia d’acqua sul portaoggetti a contatto col coprioggetti che, per capillarità, viene richiamata al di sotto di quest’ultimo.

Quasi sempre ci si trova  ad affrontare condizioni caratterizzate da un eccesso d’acqua a cui è bene porre rimedio in virtù anche del fatto che si andrà ad aggiungere una certa quantità di colorante.

 

                                              Ameba, colorazione con inchiostro di china blu

 

Colorazione

 

Una volta allestito il vetrino, come indicato nel precedente paragrafo, si preleva una piccola quantità d’inchiostro di china nero per mezzo di una pipetta di Pasteur munita di tettarella. Una perfetta distribuzione del colorante, una volta posta una piccola goccia a contatto del vetrino coprioggetti, si garantisce assorbendo l’acqua all’estremità opposta per mezzo di carta assorbente. A questo punto il preparato appare molto scuro. Si tratta solo di attendere qualche minuto sino a quando l’intensità della colorazione si attenua (l’inchiostro si va ad accumulare lungo i bordi del vetrino coprioggetti).

 

                 Boccettino d'inchiostro di china

 

Dopo aver posizionato il vetrino sul tavolino portaoggetti, si utilizza il sistema di coordinate per fare in modo che il preparato venga posto in corrispondenza del condensatore variabile. Come sempre un primo esame è da effettuarsi a basso ingrandimento (40x – 60x). Una volta individuato un esemplare interessante  si passa subito ad un ingrandimento maggiore. In genere un’osservazione tra i 200 e 400 ingrandimenti è quella ideale per  consentire  di  osservare la maggior parte dei protisti presenti nelle varie raccolte d'acqua.

Si tenga presente che nell’osservazione a 400 ingrandimenti è spesso necessario aumentare l’intensità della fonte di luce del microscopio, portandola al massimo livello.

 

 

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